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Emergenza coronavirus: il testo del decreto-legge 1 aprile 2021, n. 44

Coronavirus Sei

Decreto-legge 1 aprile 2021, n. 44
Misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici.
(GU Serie Generale n.79 del 01-04-2021)

 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
 
  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
  Visti  gli  articoli  32  e  117,  secondo  e  terzo  comma,  della
Costituzione;
  Visto l'articolo 16 della Costituzione,  che  consente  limitazioni
della liberta' di circolazione per ragioni sanitarie;
  Visto il decreto-legge  25  marzo  2020,  n.  19,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020,  n.  35,  recante  «Misure
urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19»;
  Visto il decreto-legge 16  maggio  2020,  n.  33,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante  «Ulteriori
misure  urgenti  per  fronteggiare  l'emergenza   epidemiologica   da
COVID-19»;
  Visto il decreto-legge 28 ottobre 2020,  n.  137,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  18  dicembre  2020,  n.  176,   recante
«Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno
ai  lavoratori  e  alle  imprese,  giustizia  e  sicurezza,  connesse
all'emergenza epidemiologica da COVID-19»;
  Visto il decreto-legge 14  gennaio  2021,  n.  2,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 12 marzo 2021, n. 29,  recante  «Ulteriori
disposizioni  urgenti  in  materia  di  contenimento  e   prevenzione
dell'emergenza epidemiologica da  COVID-19  e  di  svolgimento  delle
elezioni per l'anno 2021»;
  Visto il decreto-legge  13  marzo  2021,  n.  30,  recante  «Misure
urgenti per fronteggiare la diffusione del COVID-19 e  interventi  di
sostegno per lavoratori con figli minori in didattica a distanza o in
quarantena»;
  Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2  marzo
2021, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge  25
marzo 2020, n. 19, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  22
maggio  2020,  n.  35,  recante  "Misure  urgenti  per   fronteggiare
l'emergenza epidemiologica da COVID-19", del decreto-legge 16  maggio
2020, n. 33, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  14  luglio
2020, n. 74,  recante  "Ulteriori  misure  urgenti  per  fronteggiare
l'emergenza epidemiologica  da  COVID-19",  e  del  decreto-legge  23
febbraio 2021, n. 15,  recante  "Ulteriori  disposizioni  urgenti  in
materia di spostamenti sul territorio nazionale per  il  contenimento
dell'emergenza epidemiologica da COVID-19"»;
  Viste le delibere del Consiglio dei ministri del 31  gennaio  2020,
del 29 luglio 2020, del 7 ottobre 2020 e del 13 gennaio 2021, con  le
quali e' stato dichiarato e  prorogato  lo  stato  di  emergenza  sul
territorio  nazionale  relativo   al   rischio   sanitario   connesso
all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;
  Vista la dichiarazione dell'Organizzazione mondiale  della  sanita'
dell'11 marzo 2020, con la quale  l'epidemia  da  COVID-19  e'  stata
valutata  come  «pandemia»   in   considerazione   dei   livelli   di
diffusivita' e gravita' raggiunti a livello globale;
  Considerato  l'evolversi  della  situazione  epidemiologica  e   il
carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia;
  Ritenuta la straordinaria necessita'  e  urgenza  di  integrare  il
quadro delle vigenti  misure  di  contenimento  alla  diffusione  del
predetto virus, adottando adeguate e immediate misure di  prevenzione
e contrasto all'aggravamento dell'emergenza epidemiologica;
  Ritenuta  la  straordinaria  necessita'  ed  urgenza   di   emanare
disposizioni  per  garantire  in  maniera  omogenea  sul   territorio
nazionale le attivita' dirette al contenimento dell'epidemia  e  alla
riduzione  dei  rischi  per  la  salute  pubblica,  con   riferimento
soprattutto alle categorie piu' fragili, anche alla luce dei  dati  e
delle  conoscenze  medico-scientifiche  acquisite  per   fronteggiare
l'epidemia da  COVID-19  e  degli  impegni  assunti,  anche  in  sede
internazionale, in termini di profilassi e di copertura vaccinale;
  Ritenuto necessario disporre misure inderogabili per assicurare  su
tutto  il  territorio  nazionale  lo  svolgimento   delle   attivita'
scolastiche e didattiche dei primi gradi dell'istruzione;
  Considerata la straordinaria necessita' e urgenza di  accrescere  e
migliorare  la  capacita'  di  risposta  del  settore  pubblico  alle
esigenze del Paese anche attraverso la semplificazione e la  maggiore
celerita' delle procedure concorsuali;
  Considerata  la  necessita'  di  provvedere  alla  proroga  e  alla
definizione di termini di prossima scadenza al fine di  garantire  la
continuita' delle funzioni amministrativa e giurisdizionale;
  Considerato l'avviso espresso dal Comitato  tecnico-scientifico  di
cui all'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile 3
febbraio 2020, n. 630, e successive modificazioni, nelle riunioni del
26 e 29 marzo 2021;
  Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella
riunione del 31 marzo 2021;
  Sulla proposta del Presidente del  Consiglio  dei  ministri  e  dei
Ministri   della   salute,   della    giustizia,    della    pubblica
amministrazione e del lavoro e delle politiche sociali,  di  concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze;
 
                                Emana
                     il seguente decreto-legge:
 
                               Art. 1
 
Ulteriori   misure   per   contenere   e   contrastare    l'emergenza
                     epidemiologica da COVID-19
 
  1. Dal 7 aprile al 30 aprile 2021, si applicano le misure di cui al
provvedimento  adottato  in  data  2  marzo   2021,   in   attuazione
dell'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 25  marzo  2020,  n.  19,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22  maggio  2020,  n.  35,
salvo quanto diversamente disposto dal presente decreto.
  2. Dal 7 aprile  al  30  aprile  2021,  nelle  regioni  e  province
autonome di Trento e Bolzano i cui territori  si  collocano  in  zona
gialla, ai sensi dell'articolo 1, comma 16-septies, lettera  d),  del
decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, si applicano le  misure  stabilite
per la zona  arancione  di  cui  all'articolo  1,  comma  16-septies,
lettera b), del medesimo decreto-legge n. 33  del  2020.  In  ragione
dell'andamento dell'epidemia, nonche' dello stato di  attuazione  del
piano strategico nazionale dei vaccini di cui all'articolo  1,  comma
457,  della  legge  30  dicembre  2020,  n.  178,   con   particolare
riferimento  alle  persone  anziane  e  alle  persone  fragili,   con
deliberazione   del   Consiglio   dei   ministri    sono    possibili
determinazioni in deroga al primo periodo e possono essere modificate
le misure stabilite dal provvedimento di cui al comma 1 nel  rispetto
di quanto previsto dall'articolo 1, comma 2, del decreto-legge n.  19
del 2020.
  3. Resta fermo  quanto  disposto  dall'articolo  2,  comma  2,  del
decreto-legge  n.  19  del  2020,  e,  fatto  salvo  quanto  previsto
dall'articolo  2,  comma  1,   dall'articolo   1,   comma   16,   del
decreto-legge n. 33 del 2020.
  4. Dal 7 aprile al 30 aprile 2021, le misure stabilite per la  zona
rossa di cui  all'articolo  1,  comma  16-septies,  lettera  c),  del
decreto-legge n. 33 del 2020, si  applicano  anche  nelle  regioni  e
province autonome di Trento e Bolzano individuate con  ordinanza  del
Ministro della salute ai sensi dell'articolo  1,  comma  16-bis,  del
medesimo decreto-legge  n.  33  del  2020,  nelle  quali  l'incidenza
cumulativa settimanale dei contagi  e'  superiore  a  250  casi  ogni
100.000  abitanti,  sulla  base   dei   dati   validati   dell'ultimo
monitoraggio disponibile.
  5. Dal 7 aprile al 30 aprile 2021, i  Presidenti  delle  regioni  e
delle  province  autonome  di  Trento  e  Bolzano  possono   disporre
l'applicazione delle misure stabilite  per  la  zona  rossa,  nonche'
ulteriori, motivate, misure  piu'  restrittive  tra  quelle  previste
dall'articolo 1, comma 2, del decreto-legge n.  19  del  2020,  fatto
salvo quanto previsto dall'articolo 2, comma 1:
    a) nelle province in cui l'incidenza cumulativa  settimanale  dei
contagi e' superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti;
    b) nelle aree in cui la circolazione di  varianti  di  SARS-CoV-2
determina alto rischio di diffusivita' o induce malattia grave.
  6. Dal 7 aprile  al  30  aprile  2021,  nelle  regioni  e  province
autonome di Trento e Bolzano  nelle  quali  si  applicano  le  misure
stabilite per la zona arancione, e' consentito, in  ambito  comunale,
lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata,  una  volta
al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore  5,00  e  le  ore
22,00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto  a  quelle  ivi
gia' conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui  quali  tali  persone
esercitino  la  responsabilita'  genitoriale  e  alle   persone   con
disabilita' o non autosufficienti conviventi. Lo spostamento  di  cui
al presente comma non  e'  consentito  nei  territori  nei  quali  si
applicano le misure stabilite per la zona rossa.
  7. La violazione delle disposizioni di cui al presente articolo  e'
sanzionata ai sensi dell'articolo 4 del decreto-legge n. 19 del 2020.

                               Art. 2
 
Disposizioni urgenti per le attivita' scolastiche e didattiche  delle
                    scuole di ogni ordine e grado
 
  1. Dal 7 aprile al  30  aprile  2021,  e'  assicurato  in  presenza
sull'intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi
per l'infanzia di cui  all'articolo  2  del  decreto  legislativo  13
aprile 2017, n. 65, e dell'attivita'  scolastica  e  didattica  della
scuola dell'infanzia, della scuola  primaria  e  del  primo  anno  di
frequenza della scuola secondaria di primo grado. La disposizione  di
cui al primo periodo non puo' essere derogata  da  provvedimenti  dei
Presidenti delle regioni  e  delle  province  autonome  di  Trento  e
Bolzano e dei Sindaci. La predetta deroga e' consentita solo in  casi
di eccezionale e straordinaria necessita'  dovuta  alla  presenza  di
focolai o al rischio estremamente elevato  di  diffusione  del  virus
SARS-CoV-2  o  di  sue  varianti  nella  popolazione  scolastica.   I
provvedimenti  di  deroga  sono  motivatamente  adottati  sentite  le
competenti  autorita'  sanitarie  e  nel  rispetto  dei  principi  di
adeguatezza  e   proporzionalita',   anche   con   riferimento   alla
possibilita'  di  limitarne  l'applicazione  a  specifiche  aree  del
territorio.
  2. Nel medesimo periodo di cui al comma  1,  nella  zona  rossa  le
attivita' didattiche del secondo e  terzo  anno  di  frequenza  della
scuola secondaria di primo grado,  nonche'  le  attivita'  didattiche
della scuola secondaria di secondo grado si  svolgono  esclusivamente
in modalita' a distanza. Nelle zone gialla e arancione  le  attivita'
scolastiche e didattiche per il secondo e  terzo  anno  di  frequenza
della scuola secondaria di primo grado si svolgono  integralmente  in
presenza. Nelle medesime  zone  gialla  e  arancione  le  istituzioni
scolastiche secondarie di secondo  grado  adottano  forme  flessibili
nell'organizzazione dell'attivita' didattica, ai sensi degli articoli
4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8  marzo  1999,  n.
275, affinche' sia garantita l'attivita'  didattica  in  presenza  ad
almeno il 50 per cento, e fino a un massimo del 75 per  cento,  della
popolazione studentesca mentre la restante  parte  della  popolazione
studentesca delle predette istituzioni scolastiche  si  avvale  della
didattica a distanza.
  3. Sull'intero territorio  nazionale,  resta  sempre  garantita  la
possibilita' di svolgere attivita' in presenza qualora sia necessario
l'uso di laboratori o  per  mantenere  una  relazione  educativa  che
realizzi  l'effettiva  inclusione   scolastica   degli   alunni   con
disabilita' e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto
dal decreto del Ministro dell'istruzione n. 89 del 7  agosto  2020  e
dall'ordinanza del Ministro dell'istruzione  n.  134  del  9  ottobre
2020, garantendo comunque il collegamento telematico con  gli  alunni
della classe che sono in didattica digitale integrata.


                               Art. 3
 
             Responsabilita' penale da somministrazione
                     del vaccino anti SARS-CoV-2
 
  1. Per i fatti di cui agli articoli 589 e  590  del  codice  penale
verificatisi a causa della somministrazione  di  un  vaccino  per  la
prevenzione delle infezioni da  SARS-CoV  -2,  effettuata  nel  corso
della campagna vaccinale straordinaria in attuazione del piano di cui
all'articolo 1, comma 457, della legge 30 dicembre 2020, n.  178,  la
punibilita' e' esclusa quando l'uso  del  vaccino  e'  conforme  alle
indicazioni   contenute   nel   provvedimento    di    autorizzazione
all'immissione in commercio emesso dalle competenti autorita' e  alle
circolari pubblicate  sul  sito  istituzionale  del  Ministero  della
salute relative alle attivita' di vaccinazione.


                               Art. 4
 
Disposizioni urgenti  in  materia  di  prevenzione  del  contagio  da
  SARS-CoV-2  mediante  previsione  di  obblighi  vaccinali  per  gli
  esercenti le professioni sanitarie e  gli  operatori  di  interesse
  sanitario
 
  1. In considerazione della situazione di  emergenza  epidemiologica
da SARS-CoV-2,  fino  alla  completa  attuazione  del  piano  di  cui
all'articolo 1, comma 457, della legge 30 dicembre 2020,  n.  178,  e
comunque non oltre il 31 dicembre 2021, al fine di tutelare la salute
pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell'erogazione
delle prestazioni di cura e assistenza, gli esercenti le  professioni
sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro
attivita'    nelle    strutture    sanitarie,    sociosanitarie     e
socio-assistenziali,   pubbliche   e   private,    nelle    farmacie,
parafarmacie e negli studi professionali sono obbligati a  sottoporsi
a  vaccinazione  gratuita  per  la  prevenzione   dell'infezione   da
SARS-CoV-2. La  vaccinazione  costituisce  requisito  essenziale  per
l'esercizio della professione e per lo svolgimento delle  prestazioni
lavorative  rese  dai  soggetti   obbligati.   La   vaccinazione   e'
somministrata nel rispetto delle indicazioni fornite  dalle  regioni,
dalle province autonome e dalle altre autorita' sanitarie competenti,
in conformita' alle previsioni contenute nel piano.
  2. Solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a
specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal  medico  di
medicina  generale,  la  vaccinazione  di  cui  al  comma  1  non  e'
obbligatoria e puo' essere omessa o differita.
  3. Entro cinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto,  ciascun  Ordine   professionale   territoriale   competente
trasmette l'elenco degli iscritti, con  l'indicazione  del  luogo  di
rispettiva residenza, alla regione o alla provincia autonoma  in  cui
ha sede. Entro il medesimo termine i datori di lavoro degli operatori
di interesse sanitario che svolgono la loro attivita' nelle strutture
sanitarie, sociosanitarie, socio-assistenziali, pubbliche o  private,
nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali  trasmettono
l'elenco dei propri dipendenti con tale qualifica, con  l'indicazione
del luogo di rispettiva residenza,  alla  regione  o  alla  provincia
autonoma nel cui territorio operano.
  4. Entro dieci giorni dalla data di ricezione degli elenchi di  cui
al comma 3, le regioni e le province autonome,  per  il  tramite  dei
servizi informativi  vaccinali,  verificano  lo  stato  vaccinale  di
ciascuno dei soggetti rientranti negli elenchi.  Quando  dai  sistemi
informativi vaccinali a disposizione della regione e della  provincia
autonoma  non  risulta  l'effettuazione   della   vaccinazione   anti
SARS-CoV-2 o la presentazione della richiesta di  vaccinazione  nelle
modalita' stabilite nell'ambito della campagna vaccinale in atto,  la
regione o la provincia autonoma, nel rispetto delle  disposizioni  in
materia di protezione  dei  dati  personali,  segnala  immediatamente
all'azienda sanitaria locale di residenza i nominativi  dei  soggetti
che non risultano vaccinati.
  5. Ricevuta la segnalazione di cui al comma 4, l'azienda  sanitaria
locale di residenza invita l'interessato  a  produrre,  entro  cinque
giorni dalla ricezione  dell'invito,  la  documentazione  comprovante
l'effettuazione della vaccinazione,  l'omissione  o  il  differimento
della stessa ai sensi del comma  2,  ovvero  la  presentazione  della
richiesta di  vaccinazione  o  l'insussistenza  dei  presupposti  per
l'obbligo  vaccinale  di  cui  al  comma  1.  In  caso   di   mancata
presentazione della documentazione di cui al primo periodo, l'azienda
sanitaria locale, successivamente alla scadenza del predetto  termine
di cinque giorni, senza ritardo, invita formalmente  l'interessato  a
sottoporsi  alla  somministrazione  del  vaccino   anti   SARS-CoV-2,
indicando  le  modalita'  e  i  termini  entro  i   quali   adempiere
all'obbligo  di  cui  al  comma  1.  In  caso  di  presentazione   di
documentazione attestante la  richiesta  di  vaccinazione,  l'azienda
sanitaria locale invita l'interessato a trasmettere immediatamente  e
comunque  non   oltre   tre   giorni   dalla   somministrazione,   la
certificazione attestante l'adempimento all'obbligo vaccinale.
  6. Decorsi i termini di cui al comma 5, l'azienda sanitaria  locale
competente accerta l'inosservanza dell'obbligo  vaccinale  e,  previa
acquisizione  delle  ulteriori  eventuali  informazioni   presso   le
autorita'  competenti,  ne  da'   immediata   comunicazione   scritta
all'interessato, al datore di lavoro e  all'Ordine  professionale  di
appartenenza.  L'adozione  dell'atto   di   accertamento   da   parte
dell'azienda sanitaria locale determina la sospensione dal diritto di
svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali
o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione  del
contagio da SARS-CoV-2.
  7. La sospensione di cui al comma 6, e'  comunicata  immediatamente
all'interessato dall'Ordine professionale di appartenenza.
  8. Ricevuta la comunicazione di cui al comma 6, il datore di lavoro
adibisce il lavoratore, ove possibile, a mansioni,  anche  inferiori,
diverse  da  quelle  indicate  al  comma  6,   con   il   trattamento
corrispondente  alle  mansioni  esercitate,  e  che,  comunque,   non
implicano rischi di diffusione del contagio. Quando l'assegnazione  a
mansioni diverse non e' possibile, per il periodo di  sospensione  di
cui al comma 9, non e'  dovuta  la  retribuzione,  altro  compenso  o
emolumento, comunque denominato.
  9. La sospensione  di  cui  al  comma  6  mantiene  efficacia  fino
all'assolvimento dell'obbligo  vaccinale  o,  in  mancanza,  fino  al
completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non  oltre  il
31 dicembre 2021.
  10. Salvo in ogni caso il disposto  dell'articolo  26,  commi  2  e
2-bis, del decreto-legge  17  marzo  2020,  n.  18,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, per il  periodo  in
cui la vaccinazione di cui  al  comma  1  e'  omessa  o  differita  e
comunque non oltre il 31 dicembre 2021, il datore di lavoro  adibisce
i soggetti di  cui  al  comma  2  a  mansioni  anche  diverse,  senza
decurtazione della retribuzione, in modo da  evitare  il  rischio  di
diffusione del contagio da SARS-CoV-2.
  11. Per il medesimo  periodo  di  cui  al  comma  10,  al  fine  di
contenere  il  rischio  di  contagio,  nell'esercizio  dell'attivita'
libero-professionale, i soggetti di cui al comma 2 adottano le misure
di prevenzione igienico-sanitarie indicate dallo specifico protocollo
di sicurezza adottato con  decreto  del  Ministro  della  salute,  di
concerto con  i  Ministri  della  giustizia  e  del  lavoro  e  delle
politiche sociali, entro venti giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto.
  12. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.


                               Art. 5
 
Manifestazione del consenso al trattamento sanitario del vaccino anti
  SARS-CoV-2 per i soggetti che versino in condizioni di  incapacita'
  naturale
 
  1. All'articolo 1-quinquies del decreto legge 18 dicembre 2020,  n.
172, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 gennaio  2021,  n.
6, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a)  nella  rubrica,  le  parole  «ricoverati   presso   strutture
sanitarie assistenziali» sono soppresse;
    b) dopo il comma 2, e' inserito il seguente:  «2-bis.  Quando  la
persona in stato di incapacita' naturale  non  e'  ricoverata  presso
strutture  sanitarie  assistenziali  o  presso  analoghe   strutture,
comunque denominate, le funzioni di amministratore  di  sostegno,  al
solo fine della prestazione del consenso di  cui  al  comma  1,  sono
svolte dal direttore sanitario della ASL di assistenza o  da  un  suo
delegato.»;
    c) al comma 3, le parole «individuato ai sensi dei commi 1  e  2»
sono sostituite dalle seguenti: «individuato ai sensi dei commi 1,  2
e 2-bis» e, dopo la parola «ricoverata», sono inserite  le  seguenti:
«o della persona non ricoverata di cui al comma 2-bis»;
    d) al comma 5, le parole «presupposti di cui ai commi 1, 2  e  3»
sono sostituite dalle seguenti: «presupposti di cui ai  commi  1,  2,
2-bis e 3» e, dopo le parole «dalla direzione della struttura in  cui
l'interessato e' ricoverato», sono  aggiunte  le  seguenti:  «o,  per
coloro che non siano ricoverati in strutture sanitarie  assistenziali
o altre strutture, dal direttore sanitario dell'ASL di assistenza»;
    e) al comma 7, primo periodo, le parole «ai sensi del comma 2,  a
mezzo di posta elettronica certificata, presso la struttura  dove  la
persona e' ricoverata», sono sostituite dalle seguenti: «ai sensi dei
commi 2 e 2-bis, a mezzo di posta elettronica certificata, presso  la
struttura dove la persona e' ricoverata ovvero, nel caso  di  persona
non ricoverata ai sensi del comma 2-bis, presso l'ASL di assistenza».


                               Art. 6
 
Misure   urgenti   per   l'esercizio    dell'attivita'    giudiziaria
                nell'emergenza pandemica da COVID-19
 
  1. Al  decreto-legge  28  ottobre  2020  n.  137,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176,  sono  apportate
le seguenti modificazioni:
    a) all'articolo 23, comma 1:
      1) al primo periodo le parole «alla scadenza del termine di cui
all'articolo 1 del decreto-legge 25 marzo 2020,  n.  19,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35» sono sostituite
dalle seguenti: «al 31 luglio 2021»;
      2) al secondo periodo dopo le  parole  «del  medesimo  termine»
sono aggiunte le seguenti: «del 31 luglio 2021»;
    b) all'articolo 23-bis:
      1) al comma 1, le parole «alla  scadenza  del  termine  di  cui
all'articolo 1 del decreto-legge 25 marzo 2020,  n.  19,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35» sono sostituite
dalle seguenti: «al 31 luglio 2021»;
      2) al comma 7, primo periodo, le parole «all'articolo 310» sono
sostituite dalle seguenti: «agli articoli 310 e 322-bis»;
    c) all'articolo 23-ter, comma 1, le  parole  «alla  scadenza  del
termine di cui all'articolo 1 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22  maggio  2020,  n.  35»
sono sostituite dalle seguenti: «al 31 luglio 2021»;
    d) all'articolo 24:
      1) al comma 1, le parole «alla  scadenza  del  termine  di  cui
all'articolo 1 del decreto-legge 25 marzo 2020,  n.  19,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35» sono sostituite
dalle seguenti: «al 31  luglio  2021»  ed  e'  aggiunto,  infine,  il
seguente periodo: «Il deposito e' tempestivo quando e' eseguito entro
le ore 24 del giorno di scadenza.»;
      2) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:
        «2-bis. Il malfunzionamento del portale del  processo  penale
telematico  e'  attestato  dal  Direttore  generale  per  i   servizi
informativi automatizzati,  e'  segnalato  sul  Portale  dei  servizi
telematici del Ministero della giustizia e costituisce caso di  forza
maggiore ai sensi dell'articolo 175 del codice di procedura penale.
        2-ter.  Nei  casi  previsti  dal  comma  2-bis,   fino   alla
riattivazione dei sistemi, l'autorita'  giudiziaria  procedente  puo'
autorizzare il deposito  di  singoli  atti  e  documenti  in  formato
analogico. L'autorita' giudiziaria  puo'  autorizzare,  altresi',  il
deposito di singoli atti e documenti in formato analogico per ragioni
specifiche ed eccezionali.»;
      3) al comma 4, le parole «alla  scadenza  del  termine  di  cui
all'articolo 1 del decreto-legge 25 marzo 2020,  n.  19,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35» sono sostituite
dalle seguenti: «al 31 luglio 2021»;
    e) all'articolo 25, comma 1, le parole «al 30 aprile  2021»  sono
sostituite dalle seguenti: «al 31 luglio 2021»;
    f) all'articolo 26, comma 1, le parole  «fino  al  termine  dello
stato di emergenza epidemiologica da COVID-19» sono sostituite  dalle
seguenti: «fino al 31 luglio 2021»;
    g) all'articolo 27, comma  1,  primo  periodo,  le  parole  «alla
cessazione degli effetti della dichiarazione dello stato di emergenza
nazionale da COVID-19, ove sussistano divieti, limiti, impossibilita'
di circolazione su tutto o parte del territorio nazionale conseguenti
al predetto stato di emergenza ovvero altre  situazioni  di  pericolo
per l'incolumita' pubblica o dei soggetti a vario titolo interessati»
sono sostituite dalle seguenti: «al 31 luglio 2021,».
  2. All'articolo 85, commi 2, 5, 6 e  8-bis,  del  decreto-legge  17
marzo 2020, n. 18, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  24
aprile 2020, n. 27,  le  parole  «fino  al  termine  dello  stato  di
emergenza  epidemiologica  da  COVID-19»,  ovunque  ricorrano,   sono
sostituite dalle seguenti: «fino al 31 luglio 2021».
  3. All'allegato 1 al decreto legislativo 26 agosto  2016,  n.  174,
sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) all'articolo 178, comma 4, dopo le parole  «all'articolo  93,»
sono inserite le seguenti: «l'appello e» e  le  parole  «deve  essere
depositata» sono sostituite dalle seguenti: «devono essere proposti»;
    b) all'articolo 180, comma 1, le parole «Nei giudizi  di  appello
l'atto» sono sostituite dalle seguenti: «L'atto».



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(venerdì 2 aprile 2021)

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