Via Saffi, 49 01100 VITERBO     |     provinciavt@legalmail.it     |     0761 3131

Alcuni appuntamenti del fine settimana nei borghi della Tuscia viterbese. Il calendario

Norchia, necropoli rupestre
Norchia: la necropoli rupestre etrusca

Gli appuntamenti di sabato 28 e domenica 29 novembre 2020

*** ( ) ***

La stagione concertistica dell'Università degli studi della Tuscia

Il concerto sabato 28 novembre 2020 (alle 17, nell’Auditorium di S. Maria in Gradi dell’Università degli Studi della Tuscia-Viterbo, sempre in assenza di pubblico) ha come protagonista un Trio costituito da solisti di valore: David Romano, violino; Diego Romano, violoncello e Massimo Spada, pianoforte. Dotati di solidissima formazione e vincitori di Premi nazionali e internazionali sono molto attivi nel concertismo in Italia e all’estero.

Il programma prevede lavori di due compositori ai vertici della musica dell’Ottocento e del Novecento: Johannes Brahms (Amburgo, 1833–Vienna, 1897), del quale verrà eseguito il Trio per pianoforte e archi n. 1, op. 8, e Dmítrij Šostakóvi? (San Pietroburgo, 1906-Mosca, 1975) di cui si potrà ascoltare il Trio per pianoforte e archi n. 2, op. 67.

Questo concerto e gli altri della Stagione, disponibili in forma raccolta all’interno della playlist “XVI Stagione Concertistica” (nel canale YouTube di Ateneo), potranno essere seguiti (gratuitamente) in diretta streaming oppure in differita attraverso il seguente link

http://tiny.cc/stagione_concertistica

 

*** ( ) ***


Dalla città ideale al foliage della faggeta Unesco di Oriolo Romano

“Una città ideale e felice”, così è chiamata Oriolo Romano nata dal sogno di un piccolo nobile rinascimentale, Giorgio III Santacroce, di costruire una città ideale non solo secondo i canoni architettonici, molto in voga nel Rinascimento, ma anche una città armonica e felice e immersa nella natura

C’è però anche una particolarità che rende il borgo di Oriolo Romano unico in Tuscia a livello architettonico: Oriolo è infatti uno dei pochissimi insediamenti razionalmente pianificati dal punto di vista urbanistico già a partire dalla sua fondazione. Splendide sono poi le aree naturali che circondano il borgo, in particolare il complesso di viali alberati che dà origine alle Olmate e la Faggeta di Oriolo, bosco di faggio patrimonio dell’Unesco.

Ed è proprio dalle Olmate, un complesso di viali alberati che si estendono fino a collegare il piccolo borgo di Montevirginio, che partiremo per l’escursione alla scoperta del territorio.

Le loro origini risalgono al XVII secolo, quando la famiglia Altieri commissionò al celebre architetto barocco Carlo Fontana la creazione di “Villa Delizia”. Il progetto includeva la creazione di due lunghi viali di circa 1.500 metri, lungo i quali furono posti degli olmi su ambedue i lati. Il primo viale partiva da Palazzo Altieri a Piazza Umberto I e arrivava fino alla Portineria del Convento dei Padri Carmelitani Scalzi di Montevirginio, mentre il secondo viale collegava il Convento dei Padri Francescani di Oriolo con la strada che conduceva a Canale Monterano.

Purtroppo all’inizio del 1970 gli olmi furono colpiti da una grave malattia, costringendo nel 1984 il Comune a sostituire le piante malate con vari tipi di quercia in grado di riprodurre i caldi colori autunnali dell’olmo, affinché la cornice suggestiva dei due viali non venisse distrutta.

Ciò che rende speciale questo luogo è sicuramente l’integrazione della natura con le attività umane: la natura non è più un semplice sfondo, ma un posto dove si inseriscono armonicamente due centri sportivi e una scuola media, dove le ville convivono con piccole e grandi fattorie, dove si può tranquillamente passeggiare e raggiungere a piedi un altro paese.

Da qui, saliremo lentamente attraverso pascoli, fontane e abbeveratoi in un bosco di cerri dal quale si accede alla faggeta che ricopre il Monte Raschio che, con i suoi 562 metri di altezza, rappresenta uno dei rilievi collinari più importanti del complesso dei Monti Sabatini.

Le faggete vetuste, come quella di Oriolo Romano, sono foreste molto antiche che non hanno subito cambiamenti nel corso di molti secoli. Dal termine dell’ultima Era glaciale, le faggete hanno lasciato i loro rifugi isolati sulle montagne per espandersi in tutta Europa.

Tra le 63 faggete in 12 Paesi riconosciute nel Patrimonio Mondiale Naturale Unesco, 10 sono in Italia e si estendono dalla Toscana alla Calabria. Quasi tutte le faggete italiane fanno parte di parchi naturali come quella del Monte Raschio a Oriolo Romano che fa parte del Parco Regionale Bracciano-Martignano ed riconosciuta dall’UNESCO nel 2017.

Si tratta di un luogo davvero particolare, che ha la peculiarità di crescere a soli 450 metri di altezza invece dei soliti 700/900. Con ogni probabilità ciò è reso possibile dal fatto che nella zona si crea un microclima particolare di umidità e frescura, favorito dalle acque sotterranee e dalle correnti umide provenienti dal vicino lago di Bracciano.

Arrivati in cima al monte ritorneremo al paese passando da un’insolita pineta piantata cinquanta anni fa per rimboschire una parte di territorio prima destinato a pascolo e attraversando una delle più belle strade di Oriolo Romano con il suo caratteristico suolo di sampietrini.

A cura di Antico Presente

Guide: Sabrina Moscatelli, Guida turistica bilitata e Guida ambientale escursionistica A.I.G.A.E e Maria Giulia Catemario, Guida ambientale escursionistica A.I.G.A.E

Dati tecnici: Il percorso di media difficoltà è lungo 11 km con un dislivello di 330 mt. Durata 5 ore compreso il pranzo. Finiremo intorno alle ore 15.00

Appuntamento: Sabato 28 novembre 2020 alle ore 10.00 davanti a Palazzo Altieri in Piazza Umberto I a Oriolo Romano. Ci fermeremo lungo il percorso per mangiare il pranzo al sacco. Fine prevista al punto di partenza per le 15.00

Equipaggiamento: Abbigliamento sportivo, giacca impermeabile, scarponcini da trekking, acqua e pranzo al sacco. Utili i bastoncini.

Condizioni: Posti limitati. Prenotazione obbligatoria alla quale si riceverà conferma sulla disponibilità. Trovate tutte le informazioni riguardo i DPI a QUESTO LINK e il modulo che dovrete firmare per conoscenza in nostra presenza. Con la prenotazione i partecipanti dichiarano di avere la giusta preparazione per l’escursione.

Quota individuale: € 10,00 comprensiva di polizza professionale RC con massimale di Euro 5.000.000. I ragazzi fino a 16 anni non pagano

Informazioni e prenotazione: Maria Giulia 335.8034198, info@anticopresente.it, www.anticopresente.it

 

*** ( ) ***

Torre Alfina (Acquapendente): Gli eventi del Museo del fiore

sabato 28 novembre 2020

Una passeggiata per tutti sul “Sentiero natura del fiore” con Antonella Lisi e Valerio Orlandi - Museo del fiore di Acquapendente

Per la “Notte europea dei ricercatori" il Museo del fiore aderisce al progetto con il sistema museale RESINA “Scopri i musei del Lazio con i Discovery Kit” aderendo da casa al fitto programma di attività on line o passeggiate ed escursioni.

In particolare il Museo del fiore propone un evento in presenza passeggiando per circa 2 ore lungo il sentiero "natura del fiore", un percorso di circa 3 km intorno al Museo, alla ricerca di tracce di frutti di stagione e cercando di comprendere il prezioso legame tra le piante e gli animali.

Drupe, pomi, bacche, samare e acheni con uncini, peli, noccioli e bucce resistenti … tutti gli stratagemmi dei frutti per essere “ricercati” dagli animali e affidare loro il successo riproduttivo delle piante. Un taccuino di campagna, una lente, una pinza, un metro e tanto spirito di osservazione per ricercare frutti e tracce di animali in una passeggiata facile, ma ricca di curiosità.

Evento in presenza: la passeggiata e tutte le attività si svolgeranno all’aperto e nel pieno rispetto delle vigenti normative per il contenimento del contagio da Covid-19.

Durata: 2 – 2.5 ore
Difficoltà: facile
Modalità di visita: libera o con guide ad evento su prenotazione
Limitazioni: no passeggini; no difficoltà motorie
Lunghezza: 3.3 km circa, percorso ad anello
Abbigliamento: obbligatorio un abbigliamento idoneo e calzature chiuse e antiscivolo; gli operatori potranno impedire l’accesso in caso di calzature non idonee

Evento gratuito consigliato per tutti, posti limitati, prenotazione obbligatoria 15 partecipanti
Informazioni: 388.8568841 (anche whataspp); prenotazioni: eventi@laperegina.it – info@museodelfiore.it


*** ( ) ***

Dal borgo alla necropoli per le vie cave del Parco Marturanum

Assaporiamo le bellezze archeologiche e naturalistiche del Parco Regionale Marturanum (Barbarano Romano) con il suo centro storico sospeso sulle profonde gole dei fiumi ed il suo “vestito” invernale ricco di colori e fascino, dalle incredibili presenze di suggestive tombe etrusche alla generosa natura tipica del territorio.

Si tratta di uno dei parchi più ricchi del Lazio, dove in poco più di mille ettari, si racchiudono diversi quanto incredibili ambienti. Il territorio di Barbarano Romano può essere considerato, per chi viene da Roma, una porta per l’Etruria, con un alta concentrazione di resti etruschi, molti dei quali monumentali che si mimetizzano nella rigogliosa vegetazione e sembrano accoglierci per raccontarci la vita e i riti di quasi 3000 anni fa.

Partiremo dal caratteristico borgo di Barbarano Romano, nato dopo la caduta dell’impero romano quando si ritenne opportuno e strategico spostare l’abitato su di un pianoro tufaceo più alto in modo da essere più difendibile. Attualmente, è uno splendido esempio di borgo medievale a spina di pesce, con una strada principale centrale fiancheggiata da due parallele secondarie, allungato sul cuneo fra due gole e chiuso, nell'unico tratto non difeso naturalmente, da mura e da torri.

Ancora oggi passeggiando per le sue strette viuzze si respira il sapore dei tempi andati.

Un borgo quasi sospeso che custodisce incredibili scenari, dove uomo e natura hanno trovato ogni giorno la loro mutevole armonia, attraverso una simbiosi che va avanti da secoli. Un susseguirsi di storie, leggende, antichi rituali e tradizioni si uniscono nei sentieri del parco e nelle vie e monumenti del borgo, dove, il sacro aleggia ed il profano si illumina.

Scenderemo nella forra e, tra fontanili e vie cave raggiungeremo il cuore del Parco Marturanum: la necropoli rupestre con oltre 2000 tombe immerse nella natura lussureggiante fanno capolino dalle rupi. Camminando nella forra scopriremo il mondo degli Etruschi attraverso le loro case funebri di tutte le fogge e periodi. Chiamarle tombe è veramente riduttivo in quanto non si tratta solo di luoghi di sepoltura, ma di veri libri scolpiti nella roccia, che parlano di urbanistica, architettura, opere idrauliche, arredamento, gusto estetico, decorazioni, simboli, riti.

Nel ritornare a Barbarano romano percorreremo antiche vie di comunicazione scavate nella roccia, le famose “tagliate etrusche” e, nel fondo della valle, scopriremo antichi mulini abbandonati.

A cura di Antico Presente

Guide: Sabrina Moscatelli, Guida turistica abilitata e Guida ambientale escursionistica A.I.G.A.E e Giuseppe Di Filippo, Guida ambientale ecursionistica A.I.G.A.E

Dati tecnici: Il percorso, di media difficoltà, è lungo 8 km con un dislivello di 220 mt. Durata 4 ore e mezza compreso il pranzo. Finiremo intorno alle ore 14.30.

Appuntamento: Domenica 29 novembre 2020 alle ore 10.00 di fronte alla Porta Romana all’entrata del paese di Barbarano Romano

Equipaggiamento: Abbigliamento sportivo, giacca a vento, scarponcini da trekking, acqua e pranzo al sacco. Utili i bastoncini.

Condizioni: Posti limitati. Prenotazione obbligatoria alla quale si riceverà conferma sulla disponibilità. Con la prenotazione i partecipanti dichiarano di avere la giusta preparazione per l’escursione.

Quota individuale: € 10,00 comprensiva di polizza professionale RC con massimale di Euro 5.000.000. I ragazzi fino a 16 anni non pagano.

Informazioni e prenotazione: Maria Giulia 335.8034198, info@anticopresente.it, www.anticopresente.it


*** ( ) ***

Trekking alla scoperta della necropoli rupestre di Norchia

A pochi passi dal comune Vetralla, tra i fossi del Pile, d’Acqualta e del Biedano, si apre una zona immersa nel tufo quasi totalmente ricoperta di boschi e sconosciuta ai più. Uno scrigno verde dove ad antiche vestigia etrusche e poi romane si alternano interessanti resti medievali, regalando a chi li esplora spettacoli unici.

Un trekking a tratti adrenalinico porterà alla scoperta di Norchia, un’altra perla archeologica della Tuscia, rimasta a lungo inghiottita dalla vegetazione e quasi cancellata dal tempo. Stranamente è poco visitata pur essendo caratterizzata da alcune delle più affascinanti necropoli del territorio, tanto da essere stata addirittura ribattezzata la “piccola Petra d’Italia”. Tutto ciò lo si deve alla presenza di un’ingente quantità di tombe alcune delle quali monumentali e davvero suggestive.

Necropoli dalla storia millenaria e misteriosa nelle quali si svolgevano particolari riti sacri. Norchia ricadeva sotto l’influenza della vicina e più potente Tarquinia e un tempo sorgeva lungo l’antico tracciato romano della Via Clodia che proveniva da Blera proseguendo verso Tuscania. Lungo il percorso si ammireranno le tre più importanti necropoli: quella di Pile con “tombe a dado” incastonate nella facciata della rupe (la prima che s’incontra scendendo nella forra), quella di Acqualta con tombe a tempio o doriche dove vi sono frontoni scolpiti a bassorilievo e quella di Sferracavallo tra le quali spicca la cosiddetta “Tomba a casetta”.

Dallo spiazzo-parcheggio in cui si lasceranno le auto, si andrà lungo una stradina di campagna che si affaccia sulla valle del Pile, si inizierà a scendere nel fondovalle passando direttamente tra le prime tombe. Da lì, con un pizzico di avventura, si raggiungeranno via via i luoghi sopra citati percorrendo forre, pianori, malconci ponticelli di legno, arrampicandosi su scalette improvvisate o scalinate intagliate direttamente nella roccia e guaderemo i fiumiciattoli del territorio immerso nel silenzio e nei magnifici colori dell’Autunno.

Ma a Norchia non ci sono solamente resti etruschi, dopo aver costeggiato l’area del poligono militare di Monte Romano e percorso la spettacolare via Cava Buia (una delle più belle tra quelle giunte sino a noi) si terminerà l’anello inerpicandosi su uno sperone tufaceo. Qui una volta varcatala porta della cinta muraria medioevale si ammireranno i resti della Chiesa protoromanica di San Pietro (dell’XI secolo) costruita su preesistenze etrusche. Più avanti invece si troveranno le rovine del castello dei Di Vico (distrutto nel 1435) e un colombario romano. I partecipanti avranno modo di conoscere meglio la storia e i segreti di questo angolo nascosto di Tuscia grazie anche ai racconti dell’archeologo Antonio Rossi, esperto di Civiltà del Mondo Antico.

Difficoltà: E+ (in 2 tratti dovremo servirci di scale)
Dislivello: 300 mt. circa;
Lunghezza: 10 Km circa;
Durata: 7 ore circa

Appuntamento: sabato 28 novembre 2020, ore 9,00 Parcheggio per necropoli etrusca Norchia, Str. S. Vivenzio (da Vetralla percorrendo la S.S. Aurelia bis verso Tarquinia dopo circa 15 km si trovano le indicazioni chiare per Norchia su un cartello marrone. Bisogna svoltare a destra su una strada di circa 6 km che porta in prossimità della Necropoli di Norchia. L’area archeologica è ubicata in località Cinelli).
https://goo.gl/maps/JwQmvQ5trSSrjsjU8

Equipaggiamento obbligatorio: zaino 20/30l, scarponi da trekking, guscio anti pioggia, pantaloni lunghi, capello e guanti, lampada frontale oppure la torcia elettrica, bastoncini da trekking, 2 buste resistenti per facilitare il guado, mascherina.
Equipaggiamento consigliato: occhiali da sole, un ricambio d’abbigliamento asciutto, cappello
Alimentazione: Acqua (almeno 2l) , consigliati pasti leggeri e facilmente digeribili, frutta secca e/o disidratata.
Contributo associativo di partecipazione 10,00 €
Accompagnano:AEV Andrea Di Marcoberardino 3498027433; Archeologo Antonio Rossi
Evento riservato ai soci in regola con il tesseramento . Tessera Federtrek (15€ ove non presente)
Gli itinerari potranno subire variazioni in base alle condizioni meteo o nel caso in cui i percorsi non fossero ritenuti sicuri dagli accompagnatori

*** ( ) ***

Norchia la città perduta, seguendo la via Clodia tra necropoli etrusche e castelli medievali

Un percorso tra natura ed archeologia, tra i fossi del Pile dell’Acqualta e del Biedano dove si trova una delle necropoli etrusche più spettacolari e suggestive del nostro territorio. Alte pareti di tufo e fitti boschi di macchia mediterranea arricchita dalla vegetazione dei torrenti. Uno scenario dove ad antiche testimonianze etrusche si alternano interessanti resti medievali, regalando a chi li esplora spettacoli unici e sorprendenti

Una passeggiata che ci porterà alla scoperta di una delle più monumentali necropoli etrusche Norchia, tanto da essere stata addirittura ribattezzata la “piccola Petra d’Italia”. Sarà un percorso poco frequentato, cosa positiva in questo periodo in cui tutti si tuffano nei sentieri naturalistici. L’importanza e la fama del sito è data dall’elevato numero di tombe alcune delle quali monumentali e davvero suggestive dal punto di vista architettonico.

Il centro di Norchia ricadeva sotto l’influenza della vicina e più potente Tarquinia e divenne importante per la sua particolare posizione lungo un antico tracciato viario che proveniva da Blera proseguendo verso Tuscania, riutilizzato in epoca romana e chiamato Via Clodia.

Lungo il nostro percorso ammireremo le più importanti necropoli: quella del torrente Pile con “tombe a dado" incastonate nella facciata della rupe stessa dalla quale scenderemo nella valle, quella del torrente Acqualta con tombe a tempio o doriche dove vi sono frontoni scolpiti a bassorilievo e poi la necropoli di Sferracavallo tra le quali spicca la cosiddetta "Tomba a casetta".

Dal parcheggio (spiazzo che si trova poco prima della strada sterrata) in cui lasceremo le auto, cammineremo lungo una panoramica stradina di campagna che si affaccia sulla valle del Pile, e potremo ammirare i ruderi del castello medievale costruito sul pianoro che fronteggia il costone della prima necropoli.
Inizieremo a scendere nel fondovalle passando direttamente tra le prime tombe. immersi nel silenzio e nei magnifici colori dell’Autunno. A Norchia le pietre non raccontano solo la storia del periodo etrusco, ma anche interessantissime vicende medievali testimoniate dai ruderi che scopriremo inerpicandoci su uno sperone tufaceo. Qui una volta varcatala la porta della cinta muraria medioevale, ammireremo i resti della chiesa romanica di San Pietro e più avanti troveremo le rovine del castello dei Di Vico (distrutto nel XV secolo) e un interessante colombario.

Info e dettagli: accompagnerà lungo il percorso Anna Rita Properzi Guida tauristica eAmbientale escursionistica Iscritta al Registro Nazionale Aigae, telefono 333 4912669 (anche whatsapp) o tramite mail annaritaproperzi@gmail.com;

Costo escursione: 15,00 euro a persona; gratuito per i bambini fino a 12 anni.

Appuntamento: domenica 29 novembre 2020, ore 9,45 Parcheggio per necropoli etrusca Norchia, Str. S. Vivenzio (da Vetralla percorrendo la S.S. Aurelia bis verso Tarquinia dopo circa 15 km si trovano le indicazioni chiare per Norchia su un cartello turistico di colore marrone. Percorrere la strada asfaltata di circa 6 km che porta in prossimità della Necropoli di Norchia (all’altezza del Ristorante Il Gatto e la Volpe girare a sinistra e proseguire fino allo spiazzo parcheggio indicato). Fine Escursione ore 15 circa

Prenotazione obbligatoria: posti limitati, piccoli gruppi, nel rispetto delle norme anticovid19. Al momento della prenotazione verranno fornite tutte le informazioni riguardo i DPI e il rispetto delle norme comportamentali che si dovranno firmare per conoscenza.

Pranzo: al Sacco almeno 1lt a testa di acqua.

Caratteristiche tecniche del percorso: ad anello; difficoltà: E (in alcune parti del percorso ci sono gradini nella roccia); dislivello in salita: 300 m ca; lunghezza: 8 km ca;

Abbigliamento: capi adeguati alla stagione autunnale, kway o guscio impermeabile, scarponcini da trekking, bastoncini telescopici da trekking; lampada frontale oppure torcia elettrica; un ricambio asciutto; kit mascherina e gel igienizzante

 

 

*** ( ) ***

 

(martedì 24 novembre 2020)

 

a cura dell'Ufficio relazioni con il pubblico; urp@provincia.vt.it

 

stampa