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A spasso nella Tuscia nel fine settimana: venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 agosto 2020

Tuscania, San Giusto
Tuscania: Abbazia di San Giusto

A spasso nella Tuscia nel fine settimana: venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 agosto 2020

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Parco Marturanum di Barbarano Romano: A riveder le stelle

Come ogni anno, anche in quest’estate così particolare, si rinnova l’appuntamento con l’associazione astrofili del GrAG, che assieme al Parco Regionale Marturanum organizza una serata di osservazione del cielo stellato con strumenti ottici di qualità. L’evento, completamente gratuito ed adatto ad ogni fascia di età, si terrà sabato 8 agosto presso l’area attrezzata di Caiolo, Barbarano Romano (Vt), con appuntamento alle 20:30 ed inizio dell’attività di osservazione a partire dalle ore 21. Per informazioni in merito all’evento potete contattare i numeri 0761/414507-324/8679585. Per chi volesse inoltre c’è la possibilità di cenare (a pagamento) presso “La casina di Caiolo”(per informazioni circa la cena contattare il 339/3752893)


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Pomeriggio nel bosco con l'elfo Alfin e la sua banda!
Lo spettacolo "Il Bosco Incantato" torna al Bosco del Sasseto.
Nel pomeriggio di sabato 8 Agosto 2020 elfi, fate, re e streghe saranno i protagonisti di una visita teatralizzata per famiglie e bambini. Con il suo flauto incantato, l'elfo Alfin guiderà i piccoli spettatori alla scoperta delle bellezze del bosco e della storia perduta di un misterioso re, innamorato di una fata e vittima dei malefici di una strega. L'evento si svolgerà in ottemperanza alle disposizioni ministeriali e regionali in materia di contenimento dell'epidemia da Covid 19. Per informazioni e prenotazioni: Sito web https://www.acquapendente.online/bosco-sasseto/
Coop. L’Ape Regina:0763.730065, whatsapp 388 8568841, oppure email a eventi@laperegina.it.; Biglietteria Bosco del Sasseto 0763-719206, email boscodelsasseto@comuneacquapendente.it

 

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Palazzo Brugiotti e la Quadreria della Fondazione Carivit
Visite guidate gratuite il 7 agosto 2020
Prosegue l’iniziativa organizzata dalla Fondazione Carivit dedicata alla scoperta di Palazzo Brugiotti, sede istituzionale dell’Ente, e dei preziosi dipinti custoditi al piano nobile. Il racconto della storia di una delle famiglie più ambiziose e autorevoli di Viterbo farà da cornice all’osservazione delle prestigiose opere esposte quali la tavola raffigurante il Cristo Crocifisso e i Santi di Matteo Giovannetti, della metà del 1300, il quadro di finissima fattura, dal titolo “L’angelo Custode” di Giovan Francesco Romanelli, della metà del 1600, e altre interessanti opere d’arte. Le visite si terranno alle ore 11.00 e alle ore 17.00 con punto di ritrovo presso il Museo della Ceramica della Tuscia, situato al piano terra di Palazzo Brugiotti. La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata via mail all’indirizzo museoceramicatuscia@fondazionecarivit.it, telefonando o lasciando un messaggio nella segreteria del numero 0761.223674 o direttamente presso il Museo della Ceramica della Tuscia, via Cavour, 67 – Viterbo.
Nel rispetto delle norme in materia di contenimento del contagio da coronavirus, è consentito l’accesso per un massimo di 5 persone, è obbligatorio indossare la mascherina e è a disposizione dei visitatori il gel igienizzante per le mani.


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Antico Presente: Etruschi, forre ed il più piccolo borgo dominato dal castello

Inizieremo il nostro percorso ad anello dal piccolo borgo di Civitella Cesi, uno dei più piccoli del Lazio, arroccato su uno sperone di roccia e dominato dal Castello. Un agglomerato di case poco conosciuto, che conserva tra le sue mura i ritmi lenti di secoli di storia, cultura e tradizione. Un luogo che chiamare “minore” sarebbe riduttivo perché di minore ha solo le dimensioni, il suo fascino invece è immenso. Tra i suoi vicoli si scoprono fragranze e antichi sapori che non aspettano altro che farsi conoscere per sorprendere e stupire.

Il borgo prende il nome dalla famiglia di Federico Cesi, il fondatore dell’Accademia dei Lincei. E’ un antico borgo fondato nel periodo etrusco, piccolo ma estremamente interessante sia per l’attuale struttura che per gli antichi insediamenti. Al centro del paese si trova l’antico Castello che risale all’XI secolo e che domina la piazza principale sulla quale si affaccia anche la chiesetta di stile barocco di San Leonardo. Oggi Civitella sembra dimenticata dal tempo, fuori dalle usuali strade di collegamento.

Nella piazza antistante il Castello e nei piccoli vicoli del borgo inizieremo il nostro cammino: L’aspetto paesaggistico con boschi, boscaglie, cespuglieti e pascoli, è quello tipico maremmano a lungo plasmato da un’economia agro-silvo-pastorale. Arbusti e lembi di bosco si alternano a pascoli destinati all’allevamento brado di bovini ed equini che è facile incontrare lungo il cammino, così come residenze di campagna di chi proprio qui ha cercato il proprio angolo di pace.

Lasciando il borgo percorreremo quello che, in età moderna, prenderà il nome di “Via Dogana”. Era in antico un importante asse viario lungo il quale si spostavano uomini, merci, e greggi, uno dei principali percorsi che collegava la Maremma laziale all'interno della Tuscia, e da qui a Viterbo e alla valle del Tevere, a controllo del quale crebbero siti di controllo fortificati. Uno dei tracciati che consentiva di spostare le greggi dai pascoli estivi a quelli invernali e viceversa, in una millenaria attività pastorale definita transumante.

Qui, tra importanti resti dell'acropoli, un'interessante necropoli ed i resti di un castello medioevale, si apre la forra scavata dal Vesca e si attraversa un territorio ancora ricco di biodiversità, dove ancora è possibile rendersi conto della simbiosi in cui le culture villanoviana ed etrusca si trovavano con l’elemento naturale.

Il percorso ci condurrà sul sito archeologico di San Giovenale, al quale accederemo attraversando una fresca tagliata e un piccolo guado dalle limpide acque. Portata a conoscenza del mondo scientifico solo tramite le indagini degli eruditi ottocenteschi, il territorio ben conosceva questa necropoli rupestre, che era divenuta nel tempo ricovero di uomini e dei loro animali che qui transitavano.

Dopo la seconda guerra mondiale, gli storici scavi di re Gustavo di Svezia portano alla luce il resto dell’insediamento, collocato in una degli angoli più belli ed incontaminati della provincia di Viterbo. Una delle rare testimonianze di acropoli etrusche, con incredibili reperti sulla sconosciuta vita quotidiana del popolo etrusco, del quale, sino ad allora, si conosceva solo l'aspetto funerario.

Su un'altura estesa per alcuni ettari, sono stati presenti insediamenti umani sin dall'età del Bronzo. Il sito si trovava a controllo di un tracciato viario che collegava la costa tirrenica, i Monti della Tolfa, il vicino abitato di Luni sul Mignone, i centri etruschi del territorio di Barbarano, Blera e Vetralla con la piana viterbese.

Dopo la visita al sito archeologico ci incammineremo in una strada sterrata che ci riporterà al borgo di Civitella Cesi.

Guide: Sabrina Moscatelli Guida turistica e ambientale escursionistica iscritta nel registro nazionale A.I.G.A.E. e Giuseppe Di Filippo Guida ambientale escursionistica iscritta nel registro nazionale A.I.G.A.E.

Dati tecnici: Il percorso ad anello di difficoltà media, è lungo circa 7 km con un dislivello di 200 metri. Durata 4 ore circa, inclusa la visita del sito archeologico.

Appuntamento: Sabato 8 agosto 2020 alle ore 17.00 a Civitella Cesi, nella piazzetta del castello in Via di Mezzo.

Equipaggiamento: Abbigliamento sportivo, pantaloni lunghi, repellente per insetti, scarpe da trekking, 2 lt di acqua. Utili i bastoncini.

Condizioni: Prenotazione obbligatoria alla quale si riceverà conferma sulla disponibilità e tutte le informazioni riguardo i DPI e il rispetto delle regole e che dovrete firmare per conoscenza in nostra presenza. Con la prenotazione i partecipanti dichiarano di avere la giusta preparazione per l’escursione. Cani ammessi con il guinzaglio.

Quota individuale: € 10,00 comprensiva di polizza professionale RC con massimale di Euro 5.000.000 . I ragazzi fino a 16 anni non pagano mai la quota di partecipazione ma solo gli ingressi ove richiesti.

Informazioni e prenotazioni: Sabrina 339.5718135, info@anticopresente.it, www.anticopresente.it.


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Dai monaci dell'Abbazia al Principato di San Martino al Cimino

Apertura straordinaria del Palazzo Doria Pamphilj e visita teatralizzata esclusiva

Esiste un luogo nella Tuscia a 500 mt sui Monti Cimini, impregnato di storia e di bellezza ambientale, circondato da un monumentale bosco di faggi, querce e castagni, dove, nelle giornate limpide di tramontana, dalla piana di Viterbo si scorge il mare fino all’Argentario.

Non un borgo ma città, non città ma il mondo” così fu definito San Martino al Cimino, dal pontefice in visita verso la fine del 1600.

Luogo ameno, fu scelto nel XII sec. dai monaci cistercensi di Pontigny come sede della loro abbazia, costruita seguendo le tipiche forme dell’architettura gotica francese. Nel XVII secolo fu feudo della cognata di Papa Innocenzo X, Olimpia Maidalchini Pamphilj.

Non si tratta di un semplice borgo, ma della storia di un vero e proprio Principato, voluto da Donna Olimpia affezionata al borgo, tanto da riceverne il titolo di Principessa di San Martino al Cimino. La nobildonna affidò poi al Borromini la ristrutturazione architettonica e l’artista si occupò anche dei lavori nell’abbazia. Volle inoltre la trasformazione radicale del tessuto urbano con un progetto all’avanguardia per i tempi, realizzato da un architetto militare, consistente di uno dei primi esempi di case a schiera in Italia.

In quell’occasione il Palazzo Doria Pamphilj, realizzato in posizione dominante ed accanto all’Abbazia, usato originariamente dai monaci come ospedale, venne trasformato in un sontuoso palazzo signorile utilizzando i materiali provenienti dall’altro palazzo di famiglia di Donna Olimpia, quello di piazza Navona a Roma.

Il Palazzo Doria Pamphilj è costituito da un locale medievale, sottostante il piano stradale, noto come “Cantinone” (l’antico Hospitale dell’abbazia), da un piano rialzato (con la vasta sala Aldobrandini), da un mezzanino e da un piano nobile (con la splendida Sala Olimpia e le altre stanze impreziosite da soffitti lignei e fregi decorati).

Lo storico palazzo apre i battenti dopo un lungo periodo di chiusura con visite guidate a tema e allestimenti speciali. Questo grazie alla Regione Lazio, che ha affidato la sua valorizzazione a LAZIOcrea e anche grazie al programma Artbonus.

Grazie alle associazioni del territorio, coordinate dalla Confraternita del SS. Sacramento e S. Rosario, sarà possibile visitare le sale dell’interno come l'antico Hospitale che accoglieva i pellegrini della via Francigena, la Sala Aldobrandini al piano rialzato e le sale al piano nobile, fra cui quella di Donna Olimpia.

A seguire, il percorso teatralizzato in costume d’epoca all’interno del Palazzo seguendo la narrazione delle vicende che hanno interessato la nascita del Borgo Cimino; gli interpreti in costume metteranno in scena la cosiddetta «Ottombrata Sanmartinese»: con la voce narrante dello storico Colombo Bastianelli, ricordano la storia del pontefice Innocenzo X Pamphilj che, i primi giorni di ottobre nel 1653, si mise in cammino da Roma verso San Martino al Cimino. Al termine della sua visita, decise di iscrivere il borgo nell'albo delle città pontificie, descrivendolo con queste parole: “Non un borgo ma una città, non una città ma il mondo!”.

Olimpia invece fu senza dubbio un personaggio emblematico del suo secolo, della Roma dei papi nepotisti, dotata di un ingegno e un intelletto certamente superiore. La chiesa non perdonò la donna che per quindici anni governò lo stato pontificio tramite la figura del cognato, pur riconoscendole grandi capacità politico organizzative. Su Donna Olimpia Maidalchini è stato scritto proprio di tutto, bene e male, verità e menzogne; pochi anni dopo la sua morte le vennero attribuite relazioni amorose persino con il cognato papa Innocenzo X, frutto di autentiche maldicenze non provate da nessun documento storico.

Ricerche e testi di Colombo Bastianelli, storico della famiglia Pamphilj;
Consulenza sui costumi di Elisabetta Gnignera, storica del Costume e delle Acconciature medievali e rinascimentali; rappresentazione a cura della Compagnia teatrale Sanmartinese “Danilo Morucci”

Durata 2 ore. Spettacolo con posti a sedere lungo il percorso.

Appuntamento: domenica 9 agosto 2020 alle ore 21.00 sulle scale d'ingresso dell’Abbazia Cistercense di San Martino al Cimino in via Andrea Doria.

Condizioni: Vista l’apertura straordinaria e l’eccezionalità dell’evento i posti sono limitati. Prenotazione obbligatoria e possibilmente anticipata. In caso di disdetta, vista la grande richiesta, si prega di avvisare per offrire ad altri la possibilità persa.

Contributo: Ingresso con quota di partecipazione “Art Bonus”, € 10,00 a persona esclusi i bambini fino a 6 anni di età.

Informazioni e prenotazioni: M.Giulia 335.8034198 info@anticopresente.it www.anticopresente.it

 

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Tuscania, Museo nazionale etrusco

La giornata di sabato 8 agosto sarà dedicata alla scoperta del Museo Nazionale Etrusco di Tuscania, ospitato nello splendido complesso dell’ex Convento Francescano adiacente alla Chiesa di Santa Maria del Riposo con il pregevole chiostro rinascimentale e gli affreschi del XVII secolo che narrano gli episodi della vita di San Francesco.

Nelle sale sono esposti i reperti rinvenuti nelle varie necropoli che circondano l’abitato di Tuscania e che vanno dal Periodo Orientalizzante VII sec. A.c. sino all’epoca ellenistica IV – III sec. A.c. ben rappresentata dai sarcofagi della Famiglia Curunas.

Dopo la visita del Museo il percorso nella storia di Tuscania Etrusca continuerà con la visita della Necropoli della Peschiera e della Tomba del Dado, situate nella scenografica valle del torrente Maschiolo. La Necropoli, una delle più suggestive di Tuscania, fu maggiormente utilizzata nei secoli VI e V ma l’uso di questo sepolcreto si estende fino al II secolo a.C. Le tombe sono prevalentemente del tipo a camera con una o più stanze, banchine per i morti, soffitti travati ed altre accortezze, aperture tipo finestre, tutti elementi tesi a creare un ambiente domestico e confortevole per il proprio defunto.

La Tomba del Dado riproduce dentro e fuori la tipologia di una casa etrusca, con doppio tetto, con cornici di coronamento a becco di civetta e toro in nenfro (pietra vulcanica locale). Sui lati corti si innalzavano due timpani sempre in nenfro che davano al monumento l’aspetto di una abitazione con tetto displuviato.
Visiteremo anche un settore e della necropoli ripulito dal Gruppo Archeologico di Tuscania, con il recupero di 6 tombe a camera di tipo rupestre, 1 tomba “a forno” e 2 tombe a fossa, tutte ascrivibili al pieno VI sec. a.C. Le tombe, riutilizzate in epoca medievale e moderna o comunque saccheggiate ripetutamente dagli scavatori clandestini, hanno restituito importanti resti dei corredi funebri.

Info: 333 4912669 Anna Rita Properzi Guida turistica e ambientale escursionistica Aigae (anche whatsapp)
Appuntamento: Sabato 8 agosto 2020
-ore 17 davanti al Museo Nazionale Etrusco di Tuscania, Largo Mario Moretti (Ingresso gratuito);
-ore 18.30 spostamento alla Necropoli della Peschiera e Tomba del Dado
-ore 20.00 fine della visita e per chi vuole ritorno in città
Prenotazione obbligatoria: posti limitati nel rispetto delle norme anticovid19. Al momento della prenotazione verranno fornite tutte le informazioni riguardo i DPI e il rispetto delle norme comportamentali che dovrete firmare per conoscenza. 

 

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Tuscania: viaggio nel Medioevo

Approfittando della riapertura delle Basiliche di Santa Maria Maggiore e San Pietro, capolavori dell’architettura medievale romanica, la passeggiata di domenica 9 agosto 2020, sarà dedicata ad un vero e proprio viaggio nel Medioevo che permetterà di conoscere in maniera approfondita il risultato dei grandi maestri comacini, e dell’arte romanica presenti a Tuscania sul finire dell’XI secolo e con l’arrivo dei monaci cistercensi dalla Francia all’inizio del XII secolo l’influenza delle nuove tecniche costruttive con cui viene realizzato il complesso monastico dell’Abbazia di San Giusto.

Nel 1971 le chiese di San Pietro e Santa Maria Maggiore subirono gravi danni a causa di un forte terremoto ma, grazie a un paziente e scientifico lavoro di restauro, sono potute tornare agli antichi splendori.

Nel 1146 arriva a Tuscania un piccolo nucleo di monaci cistercensi provenienti da Fontevivo, nei pressi di Parma (abbazia figlia di Clairvaux ). Gli abili monaci lavoreranno per un altro grande cantiere l’Abbazia di San Giusto a pochi chilometri dal centro medievale nella suggestiva valle del fiume Marta. Oggi l’abbazia completamente recuperata grazie all’opera di un privato è tornata a vivere.

Info: 333. 4912669; Anna Rita Properzi Guida turistica e ambientale escursionistica Aigae (anche whatsapp)

Appuntamento: domenica 9 agosto alle ore 16.30 in Via Santa Maria (nei pressi del Ristorante Cichi's Bistrot)
-ore 16.45: inizio della visita dalla Basilica di Santa Maria Maggiore
-ore 18: spostamento con le auto, per la visita dell’Abbazia di San Giusto a 3 km di distanza.
-ore 19.30/20: fine visita e ritorno in città

Prenotazione obbligatoria: posti limitati nel rispetto delle norme anticovid19

Costo: 12€ che include contributo all’abbazia
Difficoltà’: facile
Durata: 3 ore circa
Abbigliamento: scarpe comode, abiti leggeri, cappellino, acqua. Dotarsi di mascherina e gel sanificante.

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Il Pozzo del Diavolo nella faggeta del Lago di Vico

Il lago, il vulcano, la faggeta e il pozzo del diavolo sembrano gli ingredienti di una pozione magica ma sono realmente i protagonisti dell’escursione proposta: il percorso è totalmente immerso in una delle più belle Faggete d’Europa, già candidata a Patrimonio dell’Umanità Unesco.

L'intera superfice è circoscritta da un anello montuoso i cui crinali rappresentano la circonferenza del vulcano Vicano, che sprofondando, ha dato origine al lago di Vico.

Si attraverserà la suggestiva “faggeta depressa”, così chiamata per essersi sviluppata ad una quota insolitamente bassa e che annovera esemplari pluricentenari con tronchi di enormi dimensioni.
Arrivati ad una quota di 800 mt s.l.m sulla cima del Monte Venere (l'ultimo cono vulcanico che in origine era un isola) si raggiungerà il “Pozzo del Diavolo”, l’unico esempio di cavità vulcanica della regione Lazio.

L’ambiente sotterraneo deve essersi originato per lo svuotamento della massa lavica ma la leggenda raccontata dagli affreschi del vicino Palazzo Farnese, dice che Ercole, in un gesto di rabbia, abbia scagliato la sua clava sul terreno conficcandola nel punto dove ora c’è la grotta.
Dal buco creatosi uscì una grande quantità di acqua che scesa sul fondo del monte creò il lago.

Precedenti scavi archeologici hanno accertato che la Grotta venne frequentata nel passato, ed i reperti lasciano ipotizzare che sia stata utilizzata come antico luogo di culto nell’era neolitica.
Per chi vuole, al termine sarà possibile utilizzare la fresca area attrezzata dove sono parcheggiate le auto per consumare il pranzo al sacco.

Escursione a cura di Antico Presente

Guide: Sabrina Moscatelli Guida turistica e guida ambientale escursionistica iscritta nel registro nazionale A.I.G.A.E. e Giuseppe Di Filippo Guida ambientale escursionistica iscritta nel registro nazionale A.I.G.A.E.

Dati tecnici: Percorso medio/impegnativo, lunghezza 5 km, dislivello 270 metri. Durata 4 ore.

Appuntamento: Domenica 9 agosto 2020 ore 9.30 Parcheggio Hotel Rio Vicano, Via Cassia Cimina km 19,100, Ronciglione VT. Ci sposteremo con le auto per qualche chilometro per raggiungere il luogo della partenza dell’escursione.

Equipaggiamento: Abbigliamento sportivo, scarponcini da trekking, acqua. Utili i bastoncini.

Condizioni: Prenotazione obbligatoria alla quale si riceverà conferma sulla disponibilità e tutte le informazioni riguardo i DPI e il rispetto delle regole e che dovrete firmare per conoscenza in nostra presenza. Con la prenotazione i partecipanti dichiarano di avere la giusta preparazione per l’escursione.

Quota individuale: € 10,00 comprensiva di polizza professionale RC con massimale di Euro 5.000.000 . I ragazzi fino a 16 anni non pagano mai la quota di partecipazione ma solo gli ingressi ove richiesti.

Informazioni e prenotazioni
MGiulia 335 8034198 info@anticopresente.it www.anticopresente.it.


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Trekking nelle Terre dei Cahen

Escursione guidata nelle proprietà del Marchese Cahen, dal Bosco del Sasseto al Castello di Torre Alfina, fino alla Riserva Naturale Monte Rufeno, passeggiando lungo i sentieri “natura del fiore” e “La Scialimata” con pranzo al cestino autonomo al Mulino sul Torrente Subissone. Tappe intermedie di visita al Castello di Torre Alfina e al Museo del fiore.
Orario: domenica 9 agosto, in orario 9-17.30
Programma e descrizione:
Ore 9.00: appuntamento al Piazzale Sant’Angelo, 19, di Torre Alfina presso la biglietteria del Bosco del Sasseto
Ore 9.15-11.15: spostamento a piedi e partenza per la visita al Bosco del Sasseto (3 km, escursione medio-facile).
Ore 11.30 – 12.30: visita guidata al Castello di Torre Alfina
Ore 12.30 – 13.00: trasferimento in auto fino all’ingresso n. 4 della RN Monte Rufeno, da lì si prosegue a piedi fino al Mulino del Subissone per il pranzo al cestino, fino alle ore 14.00
Ore 14.00 – 17.30: ripresa dell’escursione lungo il sentiero natura del fiore fino al Museo del fiore per la visita guidata, poi ripresa dell’escursione lungo il sentiero “La Scialimata” all’interno della Riserva Naturale Monte Rufeno, fino al casale Podernovo e rientro fino alla macchina.
Appuntamento ore 9.00 in Piazzale Sant’Angelo, 19, a Torre Alfina, presso la biglietteria del Bosco.
Conclusione prevista per le ore 17.30. Attivazione con min. 15 – max 30 partecipanti. Sconsigliato sotto i 6 anni.
Info: L’Ape Regina: 0763-730065 - mobile: 388.8568841 – aggiungici anche su Whatsapp - mail: eventi@laperegina.it
- Biglietteria Bosco del Sasseto: 0763 719206 o mail: boscodelsasseto@comuneacquapendente.it

 

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(martedì 4 agosto 2020)

A cura dell’Ufficio relazioni con il pubblico

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