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Uso sostenibile fitofarmaci

 

Approvate le linee guida per l’uso sostenibile dei fitofarmaci in agricoltura. Equitani e Vita: “Adesso i Comuni sapranno come intervenire per regolare la materia”

  Il Consiglio Provinciale il 4 febbraio 2015 ha dato il via libera all’adozione delle “Linee guida provinciali per l’uso sostenibile dei fitofarmaci in agricoltura con l’adozione dei relativi regolamenti comunali o intercomunali”, in conformità con il PAN (Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti Fitosanitari).

Si tratta di un provvedimento importante per mettere ordine in un campo reso problematico da normative europee, nazionali e regionali, spesso molto complesse ed articolate che di fatto rendono difficile per i Comuni avere chiaro il campo d’azione all’interno del quale definire le regole e per gli agricoltori avere conoscere il quadro aggiornato delle disposizioni che regolano l’attività di difesa fitosanitaria.

“Nonostante la Provincia non abbia una competenza diretta su questa materia – hanno spiegato gli assessori provinciali all’Ambiente e all’Agricoltura Paolo Equitani e Franco Vita – abbiamo deciso, in accordo con la Prefettura e su sollecitazione dei sindaci della zona dei "Cimini", di riunire intorno ad uno stesso tavolo tutte le parti in causa, la Regione Lazio, i Comuni,  le associazioni del mondo agricolo, per cercare di mettere ordine nella giungla delle leggi e dei regolamenti fornendo ai Comuni delle linee guida precise da prendere come riferimento. L’obiettivo è sostanzialmente quello di coniugare l’uso dei fitofarmaci con le esigenze di salvaguardia della salute pubblica e dell’ambientale. Agricoltura di qualità, Tutela della popolazione e dell’ambiente dalle contaminazioni, possono e debbono parlare lo stesso linguaggio, uniformando e rendendo facilmente applicabili le normative e facendo sì che il diritto dell’agricoltore di proteggere le coltivazioni dai parassiti ad avere un raccolto di qualità non vada a penalizzare lo stato di salute dell’ambiente o mettere a rischio le persone esposte. L’esigenza di queste linee guida – proseguono Equitani e Vita – inoltre si è resa ancora più indispensabile di fronte all’emergenza cinipide che ha messo letteralmente in ginocchio la produzione del castagno ed è apparso subito chiaro come, un uso indiscriminato dei fitofarmaci, rischiasse di vanificare la lotta al parassita”.

Le linee guida rappresentano il quadro normativo vigente e conforme alle direttive comunitarie, nazionali e regionali ad oggi adottate e sono incentrate principalmente sulla prevenzione dei rischi connessi con l’uso dei fitofarmaci. Questo obiettivo, in linea con il PAN, è perseguito attraverso una serie di azioni: un sistema di controlli a monte per ciò che concerne la corretta tipologia dei prodotti utilizzati, la loro vendita agli utilizzatori, il corretto impiego e la necessaria manutenzione delle attrezzature. Si passa da un sistema di autorizzazioni basato sulla classificazione della tossicità dei prodotti, ad un sistema basato sui requisiti dell’utilizzatore che dovrà possedere un certificato di abilitazione professionale per l’acquisto e l’utilizzo del prodotto fitosanitario. Viene inoltre istituito il registro delle vendite dei prodotti su cui annotare quelli venduti ai singoli utilizzatori. E’ inoltre istituita la difesa integrata obbligatoria che prevede: l’applicazione di tecniche di prevenzione con monitoraggio delle infestazioni infestanti dei parassiti delle coltivazioni; l’utilizzo di mezzi biologici per il controllo degli insetti; il ricorso a pratiche di coltivazione appropriate; l’uso di prodotti fitosanitari con un profilo tossicologico più sostenibile e che presentino il minor rischio per la salute dell’uomo e l’ambiente; l’obbligo di segnalare i trattamenti alla popolazione interessata e potenzialmente esposta in prossimità di aree frequentate da persone. I Comuni dovranno individuare le Aree Specifiche dove si renderà necessario limitare l’utilizzo dei fitofarmaci con riferimento ad aree urbane, scuole, parchi gioco, giardini pubblici, strutture sanitarie, centri sportivi, centri commerciali o ricreativi, fonti idriche ecc.

In prossimità delle aree sensibili verranno distinte due fasce: una fascia più vicina ai luoghi frequentati dalle persone, in cui sarà vietato l’utilizzo di qualsiasi prodotto e una fascia in cui il trattamento potrà avvenire con delle specifiche limitazioni. Ogni azienda  dovrà poi munirsi di un registro dei trattamenti dove riportare il tipo di colture trattate e la quantità di fitofarmaci utilizzata, come del resto già  in vigore da anni.

E’ stato anche predisposto uno schema di regolamento che ogni Comune potrà adottare sul proprio territorio sia in forma singola che associata.

“In questo modo in ogni Comune tutti avranno chiare le direttive e le regole da rispettare gli agricoltori in primo luogo, ma anche la popolazione esposta e le autorità competenti incaricate dei controlli. E’ evidente come l’adozione di queste linee guida ha proprio l’obiettivo di salvaguardare il diritto degli agricoltori di tutelare le proprie coltivazione e la qualità dei raccolti dai danni dei parassiti, mediante i necessari trattamenti fitosanitari, evitando però, sia i rischi per la salute e l’ambiente connessi con un’utilizzazione sconsiderata dei fitofarmaci, sia di incorrere in possibili e pesanti sanzioni causate da una scarsa conoscenza delle normative di riferimento”.

Per informazioni contattare il dott. Mario Busatto al 0761 313362 o all'indirizzo m.busatto@provincia.vt.it

 

ALLEGATI

Linee guida per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari

Schema Regolamento Comunale ed Allegati

 

 

 
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